Stuart Milk a Bassano del Grappa il 7 Marzo 2015

Siamo onorati di inserire qui il video del discorso di Stuart Milk a Bassano del Grappa il 7 Marzo 2015.

Chi lo vuol vedere in un'altra finestra, clicchi qui.

Raffaele Yona Ladu

Considerazioni sul ministro Alfano

Riporto qui la sentenza, pubblicata da Articolo29, con cui il Tar del Lazio ha censurato l’operato del ministro dell’interno Alfano, di cui ogni paese civile dovrebbe vergognarsi:


La sentenza dà un colpo al cerchio ed uno alla botte: da una parte afferma che i matrimoni gay in oggetto non dovevano essere trascritti, dall’altra che il ministro ed i suoi prefetti non avevano il potere di modificare i registri dello stato civile.

Il suo cerchiobottismo viene evidenziato dalla decisione di compensare le spese tra le parti (come dire, che ognuna aveva in parte ragione).

Faccio però notare che la malefatta di Alfano e dei suoi prefetti va ben oltre la questione dei matrimoni omosessuali.

Immaginiamo che diventi ministro dell’interno un cultore del “gerrymandering”, ovvero del manipolare le elezioni in pro del partito al potere; questi potrebbe inviare ai prefetti una circolare in cui ordini loro di annotare nei registri dello stato civile la MORTE di migliaia e migliaia di elettori dei partiti di opposizione, nell’imminenza delle elezioni politiche.

Se i prefetti obbediscono supinamente come è accaduto in questo caso, ovvero si rendono conto che il ministro chiede loro una cosa contro la legge, ma gli obbediscono comunque perché da lui dipendono stipendio e carriera, migliaia e migliaia di persone si trovano nell’impossibilità di votare.

Non solo: chi è morto non può lavorare né da dipendente né da autonomo; non ha più coniuge né figli; i suoi beni passano agli eredi.

Quest’ultimo aspetto è il più spiacevole, specialmente se il “de cuius per ordine del prefetto imbeccato dal ministro” è indebitato: non può più pagare le rate perché non guadagna più un soldo; se per giunta lui godeva di condizioni speciali di cui non possono godere gli eredi, costoro si trovano in ulteriore difficoltà a proseguire i pagamenti.

La banca si trova obbligata a procedere all’esecuzione forzata, a meno che gli eredi non abbiano dei beni da alienare per estinguere il prestito.

Ma a chi alienano quei beni? A chi è ancora vivo, ovvero non è finito nella lista di proscrizione del ministro e del prefetto.

E come vendono? Male, perché sono obbligati a realizzare in fretta l’indispensabile per soddisfare la banca.

Ed il precedente degli ebrei italiani obbligati ad alienare i loro beni a degli “ariani” dopo le leggi razziali del 1938-XVI (un vero anno da culo!) dissuade dal poter contare sulla protezione offerta dall’articolo 1448 del Codice Civile.

Quest’operazione non finisce con l’impedire a migliaia di persone di votare, si traduce in un massiccio esproprio di beni dai nemici politici del governo, del ministro e dei suoi prefetti, alle persone che, se non sono amiche, sono almeno neutrali. Come diceva Edmund Burke, perché trionfi il male basta che chi vuole il bene se ne stia a guardare!

Uno dice: “Ma si può far ricorso al TAR!”

Certo, ma ci vuole tempo, e nel frattempo si verificano danni irreparabili, perché il “terzo incolpevole” (come ad esempio la banca, o chi compra all'asta la casa del Lazzaro per ordine del prefetto) va sempre tutelato.

Ci vorrebbe una legge speciale per rimediare, ma vi immaginate un parlamento così eletto che vara codesta legge?

Per questo legge e costituzione impongono che solo un giudice possa alterare gli atti dello stato civile: se il ministro vuole veramente dichiarare morte persone che invece sono in ottima salute, deve farne richiesta al tribunale, in udienza si presenta il presunto “de cuius”, e l’abuso non si fa. Nessuno subisce danno, chi si fa venire in mente una cosa del genere viene svergognato.

Mia moglie dice che sono troppo pessimista – anche chi pensava che Hitler non sarebbe stato capace di mantenere la parola nel paese di Goethe e di Schiller mi avrebbe ritenuto troppo pessimista.

E chi pensa che gli “italiani sono brava gente” dovrebbe chiedere ad eritrei, somali, libici, etiopi, albanesi, greci, sloveni, croati che cosa siamo stati capaci di infligger loro finché li occupavamo.

Alfano deve andarsene perché ha dimostrato che questo scenario non è un caso di scuola, aprendo una strada pericolosissima, e la compensazione delle spese decretata dal TAR lancia il messaggio sbagliato.

Raffaele Yona Ladu

Risposta alla Lista Studenti Universitari Veronesi

Il primo degli eventi qui pubblicizzati, tenutosi il 4 Marzo 2015, ha suscitato questa risposta, pubblicata mentre il convegno era in corso:
COMUNICATO STAMPA CONTRO IL CONVEGNO "GENITORIALITA' ATIPICHE - DA UN PUNTO DI VISTA CULTURALE E GIURIDICO"

Noi, della Lista Studenti Universitari Veronesi al Convegno di oggi “Genitorialità atipiche – da un punto di vista culturale e giuridico” rispondiamo in tre semplici punti:

1. Noi non siamo contro il dibattito all’interno dell’Università, ma siamo contro queste manifestazioni monocolore che caratterizzano i convegni organizzati dall’ UDU o dai collettivi di sinistra (ricordiamo ad esempio il Convegno Negazionista sulle Foibe).

2. Per quanto riguarda la tematica affrontata, noi difendiamo la famiglia tradizionale, ma non per il gusto di andare contro l’UDU, ma semplicemente perché crediamo fortemente che essa costituisca la cellula fondamentale della nostra società. Il nucleo familiare è composto da due genitori: una madre di sesso femminile e un padre di sesso maschile, e così dev’essere.

Gli stati che hanno provato a invertire questi ruoli hanno miseramente fallito, gettatando nel caos intere generazioni di bambini cresciuti nell’ambiguità e profondamente segnati per il resto della loro esistenza.

3. Noi non siamo contro gli omosessuali, anzi, ma sia chiaro che consideriamo il Verona Pride paragonabile al circo di Mosca: al circo sfilano leoni e giraffe per far divertire i bambini, ma nel Verona Pride ciò che viene pubblicamente ridicolizzato è un valore importante come quello della famiglia.

La sig.ra Sandri crede di utilizzare l’Università per dare un contentino alle associazioni Semi culturali che gravitano intorno al PD e all’UDU; ... se il buongiorno si vede dal mattino, a quanto pare, non sarà una gran bella giornata.

Il magnifico rettore dellUniversità inoltre, dovrebbe intervenire, anche se questo comporterebbe, dopo due anni di riposo, l’uscita dal suo letargo.

STUDENTI UNIVERSITARI VERONESI
Abbiamo così deciso di rispondere:
La prima cosa da dire è che il convegno “GENITORIALITA' ATIPICHE - DA UN PUNTO DI VISTA CULTURALE E GIURIDICO” era aperto al pubblico, e che loro sarebbero tranquillamente potuti intervenire, se avessero voluto.

Ma farlo avrebbe significato smentire quello che hanno dichiarato, ovvero che "Il nucleo familiare è composto da due genitori: una madre di sesso femminile e un padre di sesso maschile, e così dev’essere" (corsivo nostro), ovvero che non è nemmeno concepibile un dibattito sull'argomento, nemmeno in un’istituzione di alta cultura, se non ha un esito prefissato.

L'idea di dibattito della Lista Studenti Universitari Veronesi è la medesima che ispirava le pubbliche discussioni tra teologi cattolici e rabbini ebrei nel medioevo: guai se il rabbino avesse vinto la discussione (cosa semplicissima), perché nel migliore dei casi avrebbe dovuto lasciare la città.

La seconda è che non è colpa nostra se le principali associazioni degli psicologi, in Italia e nel mondo, e l'esperienza personale di coloro che hanno ideato il convegno, danno alla Lista Studenti Universitari Veronesi torto: non è la composizione dei genitori a nuocere ai bimbi, ma la qualità dei rapporti all'interno della famiglia.

Inoltre, è bene notare che l’Olanda, il primo paese al mondo ad aver introdotto il matrimonio egualitario, a partire dal 1 Aprile 2001, supera l’Italia sia per credit rating che per profitto scolastico.

Secondo Standards & Poor's, l’Olanda merita un rating di AA+, l’Italia di BBB- (ed anche le altre agenzie ritengono l’Olanda finanziariamente ben più solida dell’Italia); l’OCSE conduce periodicamente un’indagine chiamata PISA sul profitto scolastico nei vari paesi del mondo, e dall’edizione 2012 risulta che gli studenti olandesi hanno un punteggio medio di 523 in matematica, 511 nella lettura, 522 nelle scienze; quelli italiani invece di 485 in matematica, 490 nella lettura, 494 nelle scienze.

Poiché la media mondiale è rispettivamente 494, 496 e 501, siamo obbligati a condividere le conclusioni dell’OCSE: gli olandesi sono più bravi della media, gli italiani meno! Ed anziché chiederci dove abbiamo sbagliato, cerchiamo dei capri espiatori.

Il confronto è ancora più scoraggiante con il primo classificato europeo, il Liechtenstein, che nel 2011 ha sia votato all’unanimità in parlamento, che confermato con il 68% dei voti a favore in un referendum, le unioni civili per gli omosessuali: rating AAA per Standards & Poor's, punteggi PISA 2012 di 535 in matematica, 516 nella lettura, 522 nelle scienze.

Non sono i risultati economici e culturali che ci aspetteremmo da paesi in grave decadenza per aver disprezzato ciò che della società è la base! Le accuse della Lista Studenti Universitari Veronesi sono frutto di disinformazione - chi non l'ha votata sapeva da chi stava alla larga.

La cosa più importante però da osservare è che non è vero che quando le persone lesbiche, gay, bi, trans, queer, intersessuali, asessuali, ecc. organizzano un Pride per rendersi visibili e chiedere la parità dei diritti e del rispetto, ipso facto fanno torto alle famiglie eterosessuali.

Dichiararlo vuol dire accusare queste famiglie di poter sopravvivere solo a prezzo dell'invisibilità e della diseguaglianza imposte a chi non ne fa parte, ovvero di non avere niente di buono da offrire a chi invece ne fa parte.

Noi invece ci guardiamo bene dallo sminuire le famiglie eterosessuali, perché sono per noi uno dei tanti possibili modelli di famiglia che possono coesistere - e non è l'unico, come confermano la letteratura psicologica e l'esperienza di prima mano, di molte persone e dei nostri soci, che garantisce il benessere di chi ne fa parte.

Lieviti è la prima associazione italiana di persone bisessuali, si occupa della salute e dei diritti delle minoranze sessuali, sostiene il matrimonio egualitario, e sta facendosi un nome non solo a Verona, non solo in Italia, ma anche tra chiunque legga la lingua inglese.

Per esempio, la rivista trimestrale americana Bi Women Boston ha appena pubblicato un'intervista di Robyn Ochs alla presidentessa di Lieviti, Luigia Sasso (testo inglese alle pp. 3-4 di questo PDF, traduzione italiana qui), molto apprezzata negli USA ed in Europa.

Lieviti non ha padrini politici, ma solo associazioni con cui collabora volentieri, tra cui il Comitato del Verona Pride, e l'UDU di Verona, insieme con la quale ha voluto dare un contributo alla cultura veronese.

Lieviti ha tra i soci persone di tutte le età – dalla prima giovinezza alle soglie del pensionamento; genitori biologici, genitori acquisiti, non genitori; comprende sia persone che vivono rapporti omosessuali che persone che vivono rapporti eterosessuali, anche sposate secondo la legge italiana. Sperimentiamo ciò di cui parliamo, e nessun socio si sente messo in discussione da un altro socio, anzi, ci si sostiene nelle sventure e si gode insieme dei momenti felici.

Lieviti si propone come modello non solo di solidarietà ma anche di inclusione, in quanto ha fra i soci italiani e stranieri; cristiani di varie confessioni, ebrei ed atei; nonché psicologi, dipendenti della sanità e perfino bancari – tutte persone il cui mestiere ha insegnato a ragionare globalmente ed a non giudicare lo stile di vita del prossimo.

L'UDU e Lieviti hanno avuto cura di invitare cattedratici di alto profilo, i cui studi non si sono limitati alla realtà italiana, e quello che hanno detto lo potete ora ascoltare dal Web:
 
Il video è in realtà una registrazione audio con immagine fissa
Cliccate qui per udirlo su Youtube
Sono stati portati all'Università proprio perché lì avrebbero trovato persone alla loro altezza capaci di metterli in discussione, ed è un vero peccato che chi avrebbe voluto contraddirli abbia preferito il comunicato stampa emanato di sorpresa al confronto aperto con loro.

Ci spiace sparare sulla Croce Rossa, ma aggiungiamo che noi abbiamo avuto la cortesia, consigliata dal Talmud [bEiruvin 13b - vedi anche qui], di citare i nostri avversari per nome, per primi ed esaurientemente - e poi risponder loro.

Essi tanto amano invece il dialogo da non citarci per nome e da lanciare ipotesi temerarie sui rapporti tra noi, l'UDU, ed il PD. Ci avessero chiesto, avremmo chiarito tutto.

Per Lieviti APS,
il vicepresidente
Raffaele Yona Ladu
Dottore in Psicologia Generale e Sperimentale
RYL

Lo Stesso Amore, Gli Stessi Diritti - Incontri in Università

Ass.ne LIEVITI APS (Arci) e UDU Verona
organizzano presso l'Università di Verona:

:Lo Stesso Amore, 

Gli Stessi diritti:

Percorso di tre incontri per parlare di famiglie al plurale, genitorialità atipica, sesso, società, amore e diritti

Mercoledì 4 Marzo
GENITORIALITA’ ATIPICHE
da un punto di vista culturale e giuridico
Maria Rosaria Marella
Prof.ssa di Diritto Privato presso l’Università di Perugia
Giovanni Marini
Prof. di Diritto Privato Comparato presso l’Università di Perugia
Federica De Cordova
Prof.ssa di Psicologia sociale presso l’Università di Verona
Chiara Sità
Prof.ssa di Pedagogia generale e sociale presso l’Università di Verona

Lunedì 16 Marzo
‘NDRANGHETA E OMOFOBIA
Mariarosa Petrasso
giornalista
Gabriele Licciardi
Centro studi “Luccini” - Università di Verona

Mercoledì 22 Aprile
STORIA DELLA FAMIGLIA E DIVERSE
TIPOLOGIE DI GENITORIALITA’
partecipa anche tu all' evento facebook
Alessandra Simonelli
Prof.ssa di Psicologia Dinamica all’Università di Padova
Marina Garbellotti
Prof.ssa di Storia Moderna all’Università di Verona

Tutti gli incontri si svolgeranno presso:
UNIVERSITA’ DI VERONA - Aula messedaglia
Chiostrino di Economia - S. Maria delle Vittorie
Lungadige Porta Vittoria 41 - Verona
A partire dalle ore 17:30

Dopo gli incontri seguirà 

buffet di autofinanziamento
GLBT… già… e la B dove è?

Consigliamo di leggere quest'intervista ad una donna bisessuale, Francesca, ed  alla sua compagna lesbica, Giulia, che gestiscono il blog  bproud.it - la voce del lato Bi, di cui caldeggiamo la lettura.

Raffaele Ladu