Don’t PANic honeyBIrd! Evento a Pianeta Milk

Don’t PANic honeyBIrd!
Una serata di performance e musica nel segno della bi-visibility (con ascendente pan)

[ Bisessuale non è una parolaccia-prove tecniche di scardinamento del pudore]
“It ain’t what they call you, it’s what you answer to.”
Perché la bisessualità continua a essere una condizione invisibile, anche nel linguaggio? Dichiarandoci bisessuali, siamo intrappolati in una visione binaria del mondo? 
Esiste un modo per identificarsi senza passare attraverso un suffisso carico di pregiudizi? Quante altre identità e possibilità stiamo ignorando?
“Don’t panic, BI PAN!” è un gioco linguistico che si svolge tra la performer e se stessa, tra la performer e il pubblico, alla ricerca di nuove possibilità di definizione, labels e naming.

DOMENICA 25 MARZO 2018

Dalle ore 19.00
- Performance interattiva di PRIMAVERA CONTU
- Aperitivo mangereccio
- Live set musicale di MONIQUE HONEYBIRD MIZRAHI


Offerta Euro 8.00 (Per contributo spese e aperitivo)

Sede PIANETA MILK: Via Scuderlando, 137
Verona (Borgo Roma)

Informazioni:
045.973003 (Mar./Gio. 21-23)
eventi@arcigayverona.org


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Organizzano: Pianeta Milk Verona Lgbt* Center e Ass.ne Lieviti

VOTA ARCOBALENO – Apericena

Sabato 24 Febbraio 2018
Dopo l’incontro con i/le Candidat* alle Elezioni Politiche del 4 Marzo,
Siete tutt* invita* all’ APERICENA che si terrà dalle ore 20:30 presso la sede di PIANETA MILK – Verona LGBT* Center Arci/Arcigay
in Via Scuderlando, 137 a Verona.
Offerta Apericena Euro 7.00
Per informazioni:
045.973003 (Mar./Gio. 21-23)
info@arcigayverona.org
Iniziativa collegata alla campagna nazionale VOTO ARCOBALENO ( https://votoarcobaleno.arcigay.it/ ), promossa da ARCIGAY per un voto consapevole in appoggio a tutte e tutti quei candidati/e che sostengono la nostra piattaforma di diritti.
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La tragica scomparsa di Alex e Luca.


Dolore e sgomento, come sempre accade quando delle giovani vite vengono spezzate in modo tragico e improvviso: questi sentimenti provocati dalla morte di Alex e Luca Bortolaso, i due ventenni morti a causa delle esalazioni dell’ossido di carbonio mentre trascorrevano le vacanze di Capodanno a Ferrara di Monte Baldo. Erano una coppia di bisessuali. I due ragazzi uccisi dal monossido avevano 21 anni
 Luca era nato e viveva a Lonigo, una città che si è stretta attorno ai famigliari, alla mamma Gabriella, al papà Davide, al fratello Diego e al nonno.
I molti si sono recati in visita per manifestare cordoglio e conforto nel condominio di via Belvedere di Bagnolo dove Luca viveva con i genitori
Luca e Alex in un momento di spensieratezza (Facebook)
Luca e Alex in un momento di spensieratezza (Facebook)
Di lui gli amici ricordano la gentilezza e il buon carattere, l’allegria e quella gioia di vivere che per un ragazzo di vent’anni sono naturali come l’aria che respira. Nei diversi ristoranti in cui aveva svolto il servizio di cameriere, un lavoro che stava iniziando a consolidare, metteva in mostra le sue doti umane e professionali. La gita in montagna alle pendici del Baldo doveva essere un bel modo per passare qualche giorno di vacanza attendendo l’anno nuovo assieme al  suo ragazzo Alex e due ragazze. E’ bastata una leggerezza, un secchio di braci portato in camera per riscaldare l’ambiente e la festa si è trasformata in tragedia, gettando nella disperazione due famiglie e tingendo con il nero colore della tragedia le feste di Natale a Lonigo.
Alex si era dichiarato bisessuale un paio di anni prima della tragedia quando ha deciso di pubblicare sul suo canale Youtube un filmato nel quale faceva pubblicamente coming out. «Spero solo che questo video possa esservi d’aiuto se state attraversando un periodo difficile», spiegava. Poi la rivelazione, già visualizzata da centinaia di persone: «Ebbene sì, non mi piacciono solo le ragazze. Direte che la bisessualità è una fase, uno stato di confusione. Ma la realtà è che i bisessuali esistono. Ancora oggi ci sono tantissime persone che rimangono nascoste, ma io ho deciso di venire “fuori dall’armadio” e penso sia giusto che lo facciano altre persone». Lo sguardo puntato sulla webcam, e la voglia di urlare al mondo la sua identità. «Perché alla fine non importa cosa pensano gli altri - spiegava - l’importante è essere accettati dalle persone che ti vogliono bene per quello che sei e non per quello che fingi di essere. Alla fine tutto quello che c’è bisogno è semplicemente un po’ di tolleranza e accettare che ci siano persone con gusti diversi. Non penso che sia difficile».
«Fuori dall’armadio»
Alex Ferrari, uno dei due fidanzati
I commenti
Diversi i commenti al video pubblicato su internet, tutti di stima per la forza d’animo che Alex stava dimostrando nel farsi paladino dei diritti delle persone omosessuali e bisex. «Alex era fatto così, è sempre andato a testa alta anche quando qualcuno lo prendeva in giro», ricorda Matteo Taietti, che con Ferrari aveva condiviso gli studi. «Lui e Luca stavano insieme già da molto tempo - spiega - ed erano una bella coppia: sempre felici, sorridenti e circondati da amici».

Rorschach, cissessismo, omofobia






Il post [1] ha attirato la mia attenzione sul fatto che, sessant'anni dopo che Evelyn Hooker aveva scoperto che né il TAT né il test di Rorschach sono in grado di accertare l'orientamento sessuale di una persona [2], ci sono psicologi che ci provano ancora.

Non conosco il TAT, conosco un po' il Rorschach, e credo che chi ritiene di poterlo usare per diagnosticare l'orientamento sessuale di una persona usi le istruzioni che si trovano in [3].

Non voglio essere troppo preciso: il test di Rorschach non ha stabilità test-retest, ovvero non dà risultati attendibili se somministrato a chi lo conosce già, e quindi cerco di non mettere i miei lettori nella situazione di non poterlo ricevere, qualora ne avessero bisogno.

Quello che posso dire è che la diagnosi si basa su delle macchie che possono essere interpretate come figure umane dotate di pene eretto e mammelle prominenti. Qualora il soggetto interpreti le macchie come figure umane, il diagnosta dovrebbe sollecitare l'attribuzione di un sesso alle medesime (se non è già stato fatto spontaneamente).

Se il soggetto dice che sono maschi, viene classificato come eterosessuale; se dice che sono femmine, viene classificato come omosessuale. Questo vale per tutti i soggetti indipendentemente dal genere, e potete anche vedere che i bisessuali per l'autore di queste istruzioni non esistono.

Soprattutto, credo che queste istruzioni manifestino un pregiudizio cissessista: chiunque venga ritenuto dotato di pene è maschio - senza possibilità di prova contraria. I fondamentalisti di Pro Vita che dicono che chi ha il cromosoma Y è maschio (ed ignorano realtà come la Sindrome di Morris [4] od altre forme di intersessualità) hanno solo modernizzato il pregiudizio.

Inoltre, si confonde un criterio di determinazione del genere con l'orientamento sessuale: non è soltanto teoricamente sbagliato, ma persone del calibro di Germaine Greer e Julie Bindel [5] dimostrano che è possibile essere omosessuali ed essere convint* che l'avere (avuto) un pene vieti di essere considerate donne.

Queste lesbiche TERF probabilmente befferebbero il Rorschach; per quanto riguarda me, io non interpreto quelle figure come umane - ma sono abituato ad essere considerato eccentrico.

Non ha faticato tanto Evelyn Hooker a dimostrare che il Rorschach non può far uscire nessuno dall'armadio!

Raffaele Yona Ladu
Ebre* umanista gendervague
Soci* di Autistic Self Advocacy Network
Dottore in Psicologia Generale e Sperimentale

Si può chiamare ancora Arcilesbica Nazionale?

Apprendo, sconcertata, che il congresso di Arcilesbica è stato vinto dalle separatiste radicali che, pensavo, fossero una minoranza all'interno del movimento lesbico. Si aprono quindi, dal mio punto di vista, momenti poco felici per il movimento LGBT.
Momenti di rottura e separatismo. Come possono rimanere insieme anime che chiedono cose diametralmente opposte? Un movimento in cui uno degli organi direttivi più importanti per le amiche lesbiche ha espresso, in più occasioni, posizioni dubbie su Trans, transgender, gay e bisessuali? Che si oppone, con esasperante cocciutaggine, al dialogo su temi importanti come la GPA? Ora, chiedo alle amiche lesbiche è questa la rappresentanza che volete?
 E che ruolo avrà Arcilesbica all'interno del movimento omosessuale italiano? Si potrà ancora dire che l'ArciLesbica Nazionale rappresenta il movimento lesbico italiano? . Spero proprio di no!
Invito tutte le mie amiche lesbiche a fare una riflessione e cercare di far parte di un'associazione che le  rappresenta.
   Come si può escludere il resto del mondo e pretendere di essere riconosciute come parte di esso?
Con questo comunicato noi come associazione Lieviti prendiamo le distanze da questa posizione di chiusura e di allontanamento verso l'intero mondo LGBT
Crediamo però che nonostante il nome il dato di fatto è che ci sono più lesbiche fuori dall'ArciLsbica Nazionale che dentro e non riconosciamo in ArciLesbica Nazionale un'autorità che non esiste nei confronti della realtà lesbica italiana. Siamo convinti che Arcilesbica Nazionale esprime una posizione minoritaria del movimento lesbico.