quinto anniversario della Giornata della memoria delle vittime dei reati di pedofilia commessi da religiosi

GIORNATA MEMORIA 2014
 Salve,
                  Venerdì 19 settembre 2014 si celebrerà il quinto anniversario della Giornata della memoria delle vittime dei reati di pedofilia commessi da religiosi, con l’intento di tenere vivo il ricordo degli abusi clericali perpetrati su bambini sordomuti e la pedofilia clericale in generale.   La CEI, sollecitata più volte, non ha ancora parlato del fatto di  promuovere una commissione indipendente al fine di appurare l’entità delle violenze sessuali commesse in strutture e/o da membri del clero anche in passato.
Giornata alla memoria-manifestazione a Verona

 La stessa richiesta è stata rivolta al Papa con lettera 31 dicembre 2013, richiesta rimasta a tutt’oggi inevasa.   L’ONU nel febbraio 2014, ha fatto una durissima reprimenda nei confronti del Vaticano, accusandolo di aver fatto poco o nulla per prevenire o far cessare gli episodi di pedofilia clericale, paragonando detti abusi al delitto di tortura.

 I sordi vittime di abusi porteranno dei cartelli con precise domande al Papa in relazione al caso Provolo.

 Si allega il programma della manifestazione.

 Cordiali saluti


 ALLEGATO PROGRAMMA 19.09.2014 e links articoli

http://www.verona-in.it/2014/09/16/giornata-vittime-reati-pedofilia-commessi-religiosi/   - verona-in
  

http://www.tgverona.it/index.cfm/hurl/contenuto=391522/attualita/abusi_al_provolo_venerdi_corteo_in_bra.html   tg verona

http://www.larena.it/stories/379_citta/867474_pedofilia_il_caso_provolo_corteo_con_testimonianze/   l arena


http://www.sordionline.com/index.php/2014/09/giornata-della-memoria-delle-vittime-dei-reati-di-pedofilia-commessi-da-religiosi/   sordionline

  

http://www.mariusordi.it/GIORNATA%20MEMORIA%202014.htm   mariusordi
  

 Associazione Sordi “Antonio Provolo”

Risposta ad OkCupid








Il link [1] analizza quello che dichiarano di sé gli utenti (americani) di OkCupid, un sito gratuito di incontri, ed avverte che le medie di quello che dichiarano codesti utenti sono così diverse dalla media nazionale (americana), che è probabile che ci sia una tendenza generalizzata a mentire.

Il caso più evidente è l'altezza: la curva dell'altezza dichiarata dagli utenti ha la stessa forma di quella dell'altezza degli americani, ma ... è spostata di 2 pollici (5 centimetri) più in alto.

La spiegazione più semplice è che tante persone si regalano 2 pollici quando compilano il loro profilo; poiché il sito ha studiato la correlazione tra l'altezza dichiarata ed i messaggi ricevuti, ha scoperto anche che, per un uomo, maggiore l'altezza, più numerosi i messaggi (invece le donne molto alte ricevono meno messaggi - come si dice, "intimidiscono") - e questo, purtroppo, incoraggia gli utenti OkCupid (e, presumibilmente, anche di altri siti di incontri) a barare.

Altro caso significativo è quello del reddito: sembra che gli utenti OkCupid guadagnino il 25% in più della media nazionale, ed il divario aumenta con l'età - tra i 18 ed i 24 anni l'esagerazione è solo del 5%, ma sopra i 36 anni arriva  al 30-40%.

Se uno cerca una moglie ricca, non si fidi di OkCupid: in America le donne guadagnano (appena!) il 76% degli uomini, ma tra le utenti di OkCupid, l'85%. Gatta ci cova!

Anche qui c'è l'incentivo a barare: più ricco si dichiara un uomo, più messaggi riceve, specialmente se è avanti con l'età.

Una tentazione di molte persone è quella di barare sul peso quando compilano i loro profili online, ma Dataclysm (il data warehousing di OkCupid) non ha indagato su questo; ha invece estratto i metadati dalle foto dei profili.

I metadati sono inseriti nei file di immagini digitali dalle fotocamere, e tra essi spesso c'è la data di scatto (regolate sempre accuratamente perciò l'orologio digitale della vostra fotocamera); Dataclysm ha scoperto che, più vecchio è l'utente, più vecchia è la foto, specialmente se è la foto di una persona attraente.

Tutto quello che fin qui è riportato può essere considerato un sobrio "reality check = esame di realtà"; OkCupid non indaga sulla veridicità delle affermazioni degli utenti, e quindi non può fare altro che avvertirli di fare la tara.

Diverso è il caso di quest'osservazione che OkCupid fa: l'80% delle persone che si dichiara bisessuale in realtà invia messaggi solo alle persone di un solo genere.

Riporto qui i tre grafici con cui OkCupid espone il risultato.

Il primo indica la situazione attuale, senza raggruppare gli utenti per età:
Il 41% invia messaggi solo ai maschi, il 36% solo alle femmine, il 23% appena a tutti i generi
Il secondo studia il comportamento dei maschi che si dichiarano bisessuali:
In orizzontale l'età, in verticale la percentuale; in rosso chi scrive solo alle donne, in celeste chi scrive solo agli uomini, in viola chi scrive a tutti
Il terzo studia il comportamento delle femmine che si dichiarano bisessuali:
In orizzontale l'età, in verticale la percentuale; in rosso chi scrive solo alle donne, in celeste chi scrive solo agli uomini, in viola chi scrive a tutti
OkCupid è un sito LGB-friendly, ovvero che accetta persone lesbiche, gay e bi - ma gli (e soprattutto le) utenti bisessuali hanno ritenuto che le conclusioni fossero viziate dal pregiudizio.

Le conclusioni sono che chi si dichiara bisessuale, ma non messaggia più di un genere, o usa l'etichetta "bisessuale" come copertura perché non ha il coraggio di dichiararsi gay, oppure è convinto che l'etichetta "bisessuale" dia un fascino particolare a chi la usa.

La prima spiegazione (si scrive bisessuale, si legge gay) sarebbe valida per i maschi sotto i 35 anni - dopo i 35 anni essi avrebbero il coraggio di fare un coming out definitivo dichiarando finalmente quello che sono sempre stati, ed escono perciò dal novero di chi su OkCupid si dichiara "bisessuale".

La seconda spiegazione (la bisessualità ha un "allure" invidiabile) sarebbe valida per le femmine, e poiché il fascino della bisessualità è intramontabile, questo spiegherebbe perché la percentuale delle donne che continua a dichiararsi "bisessuale" anche se il loro comportamento non lo conferma rimane pressoché costante.

La mia opinione è che si tratti di spiegazioni solo parziali dei due fenomeni; è vero che ci sono persone che usano la bisessualità come "identità di transizione" (vedi [2]), ed è anche vero che è stato riscontrato che una prostituta può compensare gli anni ed i chili di troppo (e chiedere un compenso superiore) dichiarandosi bisessuale nel proprio profilo online (vedi [3]) - ma ci sono spiegazioni che evitano di accusare di disonestà 4 utenti di OkCupid su 5 che si dichiarano "bi".

La prima cosa da notare è che Lisa Michelle Diamond, nel suo libro Sexual Fluidity : Understanding Women's Love and Desire [3], aveva osservato che la fluidità sessuale nelle donne tende ad aumentare con l'età, mentre negli uomini a diminuire.

Capita spesso perciò che un maschio che in giovane età può avere rapporti sia con uomini che con donne, giunto alla mezza età si trovi capace di avere rapporti sessuali con un genere soltanto - spesso si tratta di quello maschile, con disdoro sia dell'eventuale moglie, che degli ammiratori eteronormativi di costui, se si tratta di Mohandas Karamchand Gandhi o di Sigismund Shlomo Freud.

Gandhi fece voto di castità a 36 anni, per meglio servire l'umanità, egli disse - ma in gioventù ebbe una corrispondenza con l'ebreo tedesco Hermann Kallenbach che trasudava omoerotismo, e lascia temere che la vera ragione di questo volgersi all'astinenza sessuale fosse un'altra.

Freud sposò Martha Bernays e ne ebbe sei figli, ma a 41 anni decise di "sublimare la propria libido" cessando di avere rapporti sessuali con lei, decisione incomprensibile per un ebreo (l'ebraismo valorizza la sessualità molto più del cristianesimo, ed anche l'impossibilità sopravvenuta di avere rapporti sessuali, non solo quella antecedente e perpetua come nel diritto canonico cattolico, è motivo per la moglie di chiedere il divorzio, per il diritto ebraico ortodosso [5]) - e la corrispondenza che egli ebbe con Wilhelm Fliess in gioventù, di importanza fondamentale per la psicoanalisi, lascia intendere che, più che amicizia, Freud provasse trasporto amoroso per lui.

Lisa Michelle Diamond, nella sua lezione [6], pur correggendo il tiro rispetto al libro [4], cercando di mostrare che maschi e femmine sono egualmente fluidi, conferma che è più probabile che le donne abbraccino con il tempo la bisessualità, mentre è più probabile che gli uomini l'abbandonino.

Quindi ... quello che ha rinvenuto Dataclysm nel comportamento dei maschietti, non è una tendenza generalizzata a mentire, bensì l'evoluzione spontanea della bisessualità di molti in omosessualità - se seguissi un paradigma medico, parlerei di "storia naturale della bisessualità maschile".

Per quanto riguarda le donne, esse sono quelle che hanno reagito più aspramente alle conclusioni che ha tratto OkCupid dai suoi dati, scrivendo nella pagina dei commenti ad [1].

Le migliori obiezioni sembrano queste:

1. Essere bisessuali non vuol dire cercare sempre, comunque e dovunque persone di più generi quando si vuole creare una relazione. Per esempio, la donna bisessuale già impegnata con un uomo che, con il consenso di lui, vuole affiancargli una donna, non perde tempo a scrivere o rispondere ai maschietti su OkCupid.

2. Generalizzando, è molto più facile per una donna trovare un MSW (maschio che fa sesso con donne) di una WSW (donna che fa sesso con donne); perciò, la donna bisessuale che cerca un maschietto può non aver bisogno di un sito di incontri; è più facile che ne abbia bisogno una che cerca una donna.

3. Mettiamo che una donna sia pansessuale, e sia disponibile ad incontrare su OkCupid sia uomini che donne indifferentemente; supponendo che le persone eterosessuali siano il 95% della popolazione americana (cosa possibile secondo [7]), e presumendo che gli iscritti americani ad OkCupid ne siano un campione rappresentativo, con le percentuali indicate in [7] dei vari orientamenti sessuali, scopriremmo che di tutte le persone che potrebbero risponderle, più del 95% sarebbero maschi etero o bi, e meno del 5% sarebbero femmine bi o lesbiche.

Considerato che oltretutto le donne pretendono dalle altre donne più di quello che pretendono dagli uomini [abbiamo squadernato la nostra stupidità ai quattro venti, da un po' di millenni in qua], questo significa che è molto più probabile che l'utente pansessuale in questione trovi maschi adeguati che femmine interessanti - e messaggerà esclusivamente o quasi i primi.

4. Per una donna, dichiararsi "bisessuale" in un sito di incontri, se non si adottano particolari precauzioni (come l'opzione "nascondimi agli uomini etero") significa andare a caccia di molestie da parte dei maschi etero, e di disprezzo da parte delle donne lesbiche. Molte donne bisessuali, specialmente se vanno in cerca di altre donne, evitano perciò di dichiararsi tali - quindi il campione usato da Dataclysm per le sue considerazioni sulle donne bisessuali non è significativo.

5. Ed anche molti maschi bi, a dire il vero, si lamentano del trattamento canino che rischiano se si dichiarano tali, sia da parte dei maschi gay che delle donne etero. Il discorso varrebbe anche per loro.

6. Concludendo, se Dataclysm ha voluto e potuto stimare il "provento della frode" quando si bara sulla statura e sul reddito, non ha mostrato qual è il vantaggio del dichiararsi bisessuali su OkCupid, in termini di messaggi positivi (non di messaggi negativi perché molesti o spregiativi) ricevuti. Ha dato per presupposto quello che era invece da dimostrare - aveva certo più dati a disposizione degli autori di [3], ma non li ha usati.

Raffaele Ladu
Dottore in Psicologia Generale e Sperimentale

Siamo in WikiPink

[1] http://www.wikipink.org/index.php?title=Lieviti


WikiPink è l'enciclopedia LGBT italiana (su una versione semplificata di WikiPedia) curata da Giovanni Dall'Orto e Stefano Bolognini; il primo mi ha chiesto di redigere la voce Bisessualità, e per soprammercato ho redatto anche la voce Lieviti.

WikiPink cerca collaboratori, e le istruzioni per candidarsi e scrivere sono qui. Buona fortuna.

Raffaele Yona Ladu
Dottore in Psicologia Generale e Sperimentale

BI-festa il 26 settembre al Milk Verona


I circoli ARCI di Verona Lieviti (per i bisessuali, i pansessuali ed i queer) e Milk (per le persone LGBT in genere) si sono accordati per
celebrare insieme il Bi Visibility Day 2014.


La ricorrenza cadrebbe il 23 Settembre, ma la festa si terrà il 26 al Milk - Via Nichesola, 10, 37132 Verona

Il dio andino - ovvero, un caso di cancellazione ebraica

[1] Il Dio queer / Marcella Althaus-Reid ; edizione italiana a cura di Gianluigi Gugliermetto ; postfazione di Letizia Tomassone

È un libro di cui conviene leggere cominciando dalla seconda parte (a partire dal 7° capitolo - Anti-teologie popolari dell'amore) e poi riprendendo dalla prima (capitoli 1-6).

La seconda parte infatti spiega molto bene l'intento dell'autrice: lei, leggendo lo studio Moya: espacio, tiempo y sexo en un pueblo andino / Alejandro Ortiz Rescaniere ha osservato che nel "pueblo = villaggio" peruviano di Moya si adora una terna di montagne divine (Wamani), di cui due sono maschili, e la terza e più importante, Apu Yaya, bisessuale (sia nel senso originario di androgina, sia nel senso moderno di persona capace di relazioni intime sia con maschi che con femmine - ella è infatti normalmente rappresentata come due vegliardi, maschio e femmina, che camminano insieme).

Questo culto ha dovuto "chiudersi nell'armadio" dopo la conquista spagnola, e si esprime non solo in ciò che ne raccontano gli abitanti di Moya, ma anche nel modo in cui essi hanno recepito la fede cristiana imposta loro.

Althaus-Reid sembra voler fare il contrario: reinterpretare la Trinità cristiana uscita dal Concilio di Calcedonia del 451 alla luce della terna divina di Moya.

Non abbiamo più quindi una Trinità rigidamente eteronormativa e dominatrice, ma una trinità bisessuale e poliamorosa, con una molteplicità di relazioni, non solo al proprio interno, ma anche con altre persone, ed in cui il concetto di kenosi, ossia lo svuotamento delle prerogative divine del Figlio per farsi essere umano, giunge fino ad abbracciare una sessualità che esce completamente dagli standard eteronormativi, finendo con l'identificare Gesù con le persone che vivono una vita ai margini della società anche perché la loro sessualità è da emarginati.

Non per niente l'autrice fa notare che nel batuque brasiliano (nato dall'ibridazione di culti yoruba, provenienti dall'attuale Nigeria, con il cattolicesimo) la maggior parte degli officianti sono lesbiche o gay - proprio perché la loro marginalità sessuale li rende più credibili come intermediari con il sacro.

Althaus-Reid critica fortemente le teologie femministe e della liberazione perché la loro analisi degli assetti di potere, non mettendo in discussione l'eteronormatività, rimane superficiale, e non mostra come le dittature sudamericane (lei parla soprattutto dell'Argentina, la sua patria) abbiano oppresso non solo il dissenso politico, ma anche la diversità sessuale.

La Trinità caratterizzata da una "bisessualità critica" che l'Althaus-Reid rinviene in Moya e propone a modello è fortemente sessualizzata (cosa che ha attirato all'autrice un mucchio di attacchi), e questo mi dà il destro per parlare di "cancellazione ebraica".

La "cancellazione bisessuale", fenomeno di cui si lamentano gli attivisti bi di tutto il mondo, si esprime in varie forme, tra cui il ritenere la bisessualità un'identità improponibile, oppure uno stadio immaturo dello sviluppo psicosessuale, che una persona adulta dovrebbe aver superato (non è una delle accuse cristiane all'ebraismo questa?).

Marc Chagall, Crocifissione Bianca (1938)
La Althaus-Reid sa cosa sono gli ebrei: cita Alejandra Pizarnik, una poetessa ebrea argentina molto interessante, lesbica e schizofrenica, e purtroppo morta suicida all'epoca della dittatura argentina - poiché ella in più punti del libro dice che la kenosi di Dio dovrebbe portarlo al suicidio, si può pensare che l'autrice la identifichi con il Cristo crocefisso.

Una mia personale associazione di idee collega la Pizarnik ed il modo in cui ne parla Althaus-Reid con la Crocifissione Bianca dipinta da Marc Chagall nel 1938, dopo la Kristallnacht (curiosamente, il quadro preferito dall'attuale papa Francesco 1°, l'argentino José Maria Bergoglio).

Però ... molte persone hanno osservato che ci sono delle affinità tra il dogma trinitario e la Qabbalah; tra esse c'era il rabbino livornese Elia Benamozegh (1822-1900), il quale scrisse il libro (pubblicato postumo, anzi, solo nel 2002) dal titolo "L'origine dei dogmi cristiani", il quale propugnava la tesi secondo cui Gesù fosse un esseno che aveva imparato da loro la Qabbalah, e che il dogma trinitario fosse una semplificazione e volgarizzazione della medesima.

La tesi mi sembra peccare di anacronismo (Benamozegh ritiene già sviluppate all'epoca di Gesù dottrine attestate solo 1200 e passa anni dopo), ma mostra come siano paragonabili le due cose, e di come sarebbe stato opportuno approfondire il paragone, tantopiù che quest'articolo di Ellémire Zolla, che recensiva il precedente libro di Benamozegh, avvertiva che:
La Tradizione sta in Malkut, la si vive davvero soltanto trasponendosi in Malkut, ma anche in Binah, la Figlia. Malkut è il mondo fisico, Binah è lo stesso ma futuro. Infatti trattare con le sefirot significa praticare gli incesti incessanti che le animano. 
Se, oltre al brano predetto leggiamo anche quest'altro, tratto da Yichud of Rachel and Leah: Same-Sex Kabbalistic/Poetic Hermeneutics / Nitsa Kann:
Un altro esempio zoharico ci offre una spiegazione del matrimonio di Giacobbe con due sorelle, Lia e Rachele: 
Giacobbe, che era completo, infuse amore in due mondi, come abbiamo stabilito. Altri esseri umani che lo fanno scoprono la nudità sopra e sotto, provocando inimicizia in due mondi, provocando una separazione, come è scritto: "per farne una rivale" (Levitico 18:18 - Nuova Riveduta) perché diventano nemiche l'una dell'altra. [Zohar, 2:126b] 
Daniel Matt commenta: "Avendo raggiunto il grado di Tif'eret, Giacobbe fu in grado di sposare due sorelle (Lia e Rachele), che simbolizzano rispettivamente Binah e Shekhinah [detta anche Malkut - ricordate il brano di Zolla citato sopra - NdT]. Il suo matrimonio quaggiù stimolò l'unione di Tif'eret con entrambe le femmine lassù. Però, chiunque altro sposi due sorelle nuoce al processo sefirotico, guastando l'unione delle femmine divine, e mettendole l'una contro l'altra. L'interpretazione di Matt allude all'ambivalenza dell'unificazione eterosessuale rispetto a quella lesbica. Ognuna delle femmine divine ha un'unificazione erotica separata con il maschio divino? O l'"unione delle femmine divine" è un'unificazione erotica tra di loro, facilitata dal maschio divino? L'atto di sposare due sorelle è esplicitamente vietato da Levitico 18:18 [Nuova Riveduta]: "Non prenderai la sorella di tua moglie per farne una rivale, scoprendo la sua nudità insieme con quella di tua moglie, mentre questa è in vita. Eppure, lo Zohar offre una giustificazione per il matrimonio di Giacobbe con le due sorelle evocandone l'unificazione erotico/mistica. Giacobbe, che simboleggia Tif'eret, davvero scopre la "nudità" di Rachele e Lia l'una all'altra, ma impedisce loro di diventare rivali, ed infine le collega nell'unificazione sessuale/sacra. 
(...) 
Per usare la terminologia di Abraham Abulafia, le letture femministe di questi testi dovrebbero essere volte a sciogliere il "nodo maschile", cioè Giacobbe-Tif'eret, e ricollegare i due filamenti femminili, Lia-Binah e Rachele-Shekhinah. Solo allora saremo in grado di ristabilire un diverso misticismo ebraico che non sia solo "l'oggetto del desiderio di tutti", ma includa inoltre tutti.
I punti di omissione omettono alcuni passi della pensatrice lesbica ebrea Adrienne Rich, molto interessanti ed appropriati, ma non potevo abusare della pazienza dei lettori. E, comunque, leggendo insieme questo brano di Nitsa Kann insieme con quello surriportato di Ellémire Zolla, ci rendiamo conto di quanto non solo l'incesto, ma anche una bisessualità che sarebbe piaciuta a Marcella Althaus-Reid, animano la vita interna della divinità cabalistica.

Tantopiù che Nitsa Kann dice, della sefirah Tif'eret, che Giacobbe simboleggerebbe:
Anche se Idel sostiene che non c'è impegno cabalistico con tutte le implicazioni del discorso di Aristofane, si può dimostrare un'influenza significativa del pensiero platonico, specialmente a proposito della concezione zoharica di Tif'eret. Byron Sherwin aggiunge: 
Tiferet è una delle sefirot generate da Binah. Ma Tiferet è emersa in diversa forma dalle altre. Tiferet ha aspetti sia di Hesed che di Din. Perciò Tiferet può essere sia maschile che femminile. Secondo lo Zohar, Tiferet emerse originariamente come ermafrodito, un'entità bisessuale che aveva due lati o due facce, una maschile ed una femminile, unite schiena a schiena [cfr. bEruvin 18a], come gemelli siamesi, anche se di diverso sesso. Infine questi lati furono separati ed ognuno divenne una sefirah separata: il lato maschile divenne Tiferet ed il lato femminile la decima sefirah, Malkhut (il regno) [cioè la Shekhinah]".
Anche se il carattere androgino dell'idea zoharica di du partzufin (androgino facciale) implica una relazione eterosessuale dominante tra Tif'eret e Shekinah, potrebbe riferirsi al carattere androgino di queste sefirot, come l'Anima e l'Animus junghiani. In altre parole, una sefirah può cambiare identità di genere a seconda della sua funzione. Il brano successivo dello Zohar rinforza la nozione dell'identità di genere intercambiabile della Shekhinah: 
L'angelo è talvolta maschio e talvolta femmina. Quando fornisce benedizioni è maschile e detto Maschio - come un maschio che fornisce benedizioni per una femmina. E quando sta in giudizio sul mondo, è detto Femmina - come una femmina gravida, così è piena di giudizio e chiamata Femmina. Perciò talvolta è chiamato Maschio e talvolta Femmina, tutto un mistero [Zohar 1:232a] 
Quando la Shekhinah è dipinta come femminile, soprattutto come recipiente dell'influsso superiore, lei partecipa all'influenzamento del mondo della creazione, e pertanto il suo genere diventa maschile. Le intercambiabili identità di genere di Tif'eret e Shekhinah abilitano la possibilità di unificazione lesbica tra le due femmine divine. Questo desiderio di due "colline eterne" [Genesi 49:26] ha il suo fuoco ed incarnazione nel lato femminile di Tif'eret. È il desiderio del simile e non del diverso.
Tif'eret qui somiglia molto all'Apu Yaya bisessuale del pueblo andino di Moya, e la forte sessualizzazione delle sefirot evoca i rapporti poliamorosi che la Althaus-Reid vede nella Trinità cristiana.

Il fatto che Marcella Althaus-Reid abbia cercato nelle Ande quello che poteva trovare in Castiglia (Gershom Scholem attribuisce la redazione dello Zohar al castigliano Moshe De Leon) mi infastidisce perché lei, molto attenta a come la teologia imperiale abbia obliterato le teologie indigene, non si è resa conto che la prima vittima di codesta teologia è stata l'ebraismo.

Posso capire che la qabbalah sia un campo che ispira timore anche agli specialisti, e che l'Althaus-Reid potesse ignorare queste cose, ma vorrei attirare l'attenzione sulle considerazioni che lei fa sulla vicenda del capo indigeno Nicaraco o Nicaragua - da cui prende nome uno stato centroamericano.

Nicaragua si convertì al cristianesimo - ma convertirsi significa dichiarare la propria vita precedente peccaminosa. Lo era davvero? Secondo la Althaus-Reid, non lo era, ed una strategia di decolonizzazione è proprio lo stabilire uno spazio "neutrale rispetto alla salvezza", senza presumere che i giusti non cristiani debbano finire in un limbo.

La Althaus-Reid non si è accorta che il pensiero ebraico ha creato questo spazio da molto tempo; chi non è ebreo, ma si comporta seguendo i Sette Precetti di Noé, ha diritto al mondo a venire, proprio come un ebreo.

Nicaragua è stato oppresso come prima di lui gli ebrei, e lei non se ne è resa conto.

Raffaele Yona Ladu
Dottore in Psicologia Generale e Sperimentale