18 Marzo 2017 - Presentazione del libro "Trans. Storie di ragazze" di Monica Romano al Milk Verona

Monica Romano
Il 18 Marzo 2017 Monica Romano (Web - Facebook) presenterà al Centro MILK LGBT Community Center (Web - Facebook) di Verona il suo libro Trans. Storie di ragazze XY (Web - Facebook), romanzo ispirato alla sua vita pubblicato nel 2015.

Esperta in amminiatrazione del personale impiegata in uno studio di consulenza del lavoro, si è laureata in Scienze Politiche nel 2007 con una tesi sulla discriminazione delle persone transgender nella società contemporanea. Nel 2008 ha pubblicato sul medesimo argomento il libro Diurna. La transessualità come oggetto di discriminazione (Web), ed il romanzo che presentiamo è il suo secondo libro.

Esponente di spicco del movimento trans milanese, di cui fa parte dal 1999, anticipiamo solo che dal 2013 facilita un gruppo di auto-mutuo-aiuto ed autocoscienza per le persone trans e di genere non conforme presso il Circolo Culturale TBGL Harvey Milk Milano (Web - Facebook), e che nel 2016 è stata candidata al Consiglio Comunale di Milano per la lista Sinistra x Milano (Web - Facebook).

Il libro verrà presentato da Raffaele Yona Ladu (Blog - Facebook) con questa scaletta:

Ore 12.00: Accoglienza;
Ore 12.30: Pranzo a buffet (si chiede un contributo minimo di 5,00 Euro);
Ore 14.30: Presentazione del libro;
Ore 18.00: Uscita.

Ricordiamo che per accedere al Milk Verona è necessaria la tessera ARCI
Per informazioni scrivere a lieviti@outlook.com o telefonare al +39.345.7153230

Corso su autismo ed identità sessuale presso Verona


Locandina di Zeno Menegazzi, che ringraziamo


Il corso verrà tenuto da David Wolfgang Vagni, ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dottorando presso la Ludwig-Maximilians-Universität in Munich, il quale ha già curato molti corsi sui disturbi dello spettro autistico per Spazio Asperger ONLUS e CuoreMenteLab Impresa Sociale S.r.l..

Scopo del corso è affrontare la questione delle persone dello spettro autistico che hanno una sessualità non etero, non cis, e non vaniglia, cominciando con, ma non limitandosi a, le persone trans - c'è anche una notevole prevalenza delle persone asessuali nello spettro.

Se le persone non etero e non cis nella popolazione generale arrivano a circa il 10% (dati di David Wolfgang Vagni), tra le persone autistiche si supera il 30%. Inoltre, alcuni studi stranieri lasciano intendere che oltre il 20% dei ragazzi trattati per "disforia di genere" possano meritare una diagnosi di Sindrome di Asperger, una forma di Disturbo dello Spettro Autistico.

Il perché accada questo non è noto, e David Wolfgang Vagni vorrebbe approfittare dell'occasione non soltanto per parlare dell'argomento, ma anche per proporre un questionario alle persone Asperger e/o LGBTQIA+ in modo da approfondire scientificamente l'argomento. Il questionario verrà proposto anche online prima del corso, in modo da diffonderlo il più possibile.

Il corso sarà purtroppo a pagamento, per coprire le non piccole spese; si terrà

Domenica 4 Giugno 2017

tra le ore 09:00 e le ore 18:00

presso il

CTC Hotel Verona San Giovanni Lupatoto

Via Monte Pastello, 28
37057 San Giovanni Lupatoto VR Italia



Ecco le istruzioni per arrivarci - in auto oppure con i mezzi pubblici.

Pur configurandosi come un corso di formazione, ed un'opportunità per un'indagine scientifica, lo scopo dell'evento è anche politico, in quanto intende propugnare il paradigma della neurodiversità (vedi anche quest'articolo in inglese), e proporre un'alleanza tra il movimento per i diritti delle persone disabili in generale e quelle autistiche in particolare, ed il movimento LGBTQIA+.

Questo sta già accadendo in America, testimone questo documento (leggi anche il PDF) promulgato il 22 Giugno 2016 da the Autistic Self-Advocacy Network, the National LGBTQ Task Force, and the National Center for Transgender Equality.

Come ebbe a dire Steve Silberman, l'ebreo gay (sposato con un uomo) autore del libro Neurotribù. I talenti dell'autismo ed il futuro della neurodiversità, le persone dello spettro autistico ora sono dov'erano i gay trent'anni fa.

Il corso verrà patrocinato certamente da Lieviti; cerchiamo altre associazioni che vogliano sostenerlo - mettendo solo il nome ed il logo.

Le associazioni che desiderano patrocinare l'evento insieme con noi possono:
Le persone che vogliono ricevere ulteriori informazioni possono iscriversi a:

Udite! Udite!

Cliccate qui per iscrivervi al corso


Locandina di David Wolfgang Vagni

Raffaele Yona Ladu
Vicepresidente di Lieviti

Racconto "A prova di sangue"

Come contributo alla campagna di sensibilizzazione sulla salute bisessuale riporto questo bel articolo positivo di Erica Gazzoldi che più di tante parole racconta del cambiamento sociale avvenuto in questi ultimi anni.

L’infermiera prepara l’ago per il prelievo. 
«Preferisce sedersi o sdraiarsi?»
La ragazza – quasi ventisei anni – sceglie lo sgabello.
Una settimana prima, si è presentata nella sede AVIS di quella piccola città e ha fatto domanda d’iscrizione. Perciò, ecco che si sottopone a tutti gli esami di rito, per verificare la bontà di quel sangue che tutte le zanzare locali hanno già degustato e apprezzato.
            «Data di nascita… ecco…»
Lei conferma, mentre l’infermiera rilegge le carte. «Hai più o meno l’età dei miei figli» constata quest’ultima, compiaciuta. «Hai fatto il liceo qui, vero? Magari, li conosci pure…»
Li nomina e l’aspirante donatrice li riconosce entrambi. Del resto, è difficile non riconoscersi fra coetanei, là dove lei vive.
            Finito il prelievo, è pronta l’impegnativa per l’elettrocardiogramma e la radiografia. L’infermiera dà le istruzioni per ritrovare i reparti. La ragazza, però, esita ad alzarsi dallo sgabello.
«Scusi…» esordisce poi. «A proposito di rapporti sessuali a rischio… Le risulta che quelli fra donne lo siano?»
L’infermiera fa un cenno di nonchalance: «Assolutamente no».
«Sa, perché…» si spiega la giovane «…sull’opuscolo dell’AVIS, è precisato che sono considerati “a rischio” i rapporti bisessuali».
«Quelli anali, più che altro» precisa l’altra, con la stessa disinvoltura professionale. «E quelli occasionali, soprattutto… anche quelli etero» sottolinea. La benedetta questione del “conoscere lo stato di salute del partner”, come sempre.
            La ragazza sospira di sollievo, dentro di sé. Era l’unico “rospo da sputare”, durante quella visita.
«Gliel’ho chiesto perché, una volta, ho letto un articolo su una signora a cui era stato impedito di donare sangue… perché conviveva con una donna» spiega all’infermiera. «Sarà stata visitata da un incompetente… o la notizia sarà stata una bufala…»

L’infermiera concorda, facendo spallucce: «Una bufala».